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(1) Benvenuti nel mio Space, quando passate, lasciate un saluto o commento.. Grazie! Mà (1) Articolo cosi sostituito al testo originario (<<Benvenuti nel mio Space, un luogo virtuale di divertimento e riflessione>>) dall'art 3, DPG [(Decreto del padrone del Blog] 9 Giugno 2008 n° 107, perchè ad Antonio Irranca non piaceva.
February 17 L'ennesima legge ad personamDa leggere molto attentamente, ecco a voi l'ennesima legge ad personam del governo Berlusconi:
alla cortese attenzione:
"Ogni tanto i politici italiani si avventurano in frasi destinate, nelle loro intenzioni, a restare nella Storia. Sarebbe meglio che, almeno, stessero zitti. Il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, ha svolto alla Camera la sua relazione annuale sull’amministrazione della giustizia; e ha detto: la crisi della giustizia «ha superato ogni limite di tollerabilità. Il più grande nemico della giustizia è la sua lentezza che coinvolge negativamente lo sviluppo del Paese». Poi è comparso lo «Schema di disegno di legge recante: Disposizioni in materia di procedimento penale» e tante altre sorprendenti novità. E io sono rimasto a chiedermi che ne è stato del problema della lentezza dei processi.
Non basta un volume per parlar male di questa riforma. E così, per il momento, parlo solo di una stupefacente novità. Il nostro dissennato codice di procedura penale qualche sprazzo di ragionevolezza lo conservava: secondo l’art. 238 bis, le sentenze emesse in un processo e divenute irrevocabili (significa che non si può più fare appello né ricorso per Cassazione) potevano essere acquisite in un altro processo e costituire elemento di prova, purché confermate da altri riscontri. La cosa si capisce meglio con un esempio. Processo a carico dell’avvocato inglese Mills per corruzione in atti giudiziari; come tutti sanno, nello stesso processo era imputato anche il presidente del Consiglio, come corruttore. Poi è arrivato il Lodo Alfano e la posizione di Berlusconi è stata stralciata (vuol dire che di un processo solo se ne sono fatti due; quello a carico di Mills è continuato e l’altro è stato sospeso). Ora entrambi gli imputati attendono il loro destino: Mills aspetta di sapere se sarà condannato, la sentenza è attesa a giorni. Berlusconi aspetta di sapere se la Corte Costituzionale deciderà che il Lodo Alfano è incostituzionale. Se il Lodo Alfano non superasse l’esame della Corte (il suo predecessore, il Lodo Schifani, l’ha già fallito), il processo a suo carico riprenderebbe e, qui è il punto, la sentenza nei confronti di Mills, quando definitiva, potrebbe essere acquisita e fare prova dei fatti in essa considerati. Se fosse una sentenza di condanna, essa costituirebbe prova del fatto che Berlusconi corruppe Mills; tanto più se, secondo l’ipotesi di accusa, i «piccioli», i soldi, fossero davvero arrivati da un conto nella sua disponibilità. Guarda caso, l’articolo 4 della riforma destinata a risolvere il problema della lentezza dei processi dice: l’articolo 238 bis è sostituito; nei procedimenti relativi ai delitti di cui agli articoli 51, commi 3-bis e 3-quater, e 407, comma 2, lett. a), le sentenze divenute irrevocabili possono essere acquisite ai fini della prova del fatto in esse accertato. Sembra tutto uguale, vero? Invece no: adesso le sentenze emesse in un altro processo fanno prova solo nei processi per mafia, terrorismo, armi (da guerra) e stupefacenti; per tutti gli altri reati non se ne parla, carta straccia. Recuperiamo l’esempio. Quando e se Mills sarà condannato, e quando e se la Corte Costituzionale avrà bocciato il Lodo Alfano, la sentenza che ha condannato Mills non potrà essere utilizzata nel processo a carico di Berlusconi: si dovrà ricominciare tutto daccapo. Che non sarebbe grave: se vi erano elementi per condannare Mills, gli stessi elementi potranno far condannare Berlusconi. Ma, tempo di rifare tutto il processo (qui la riforma ha studiato parecchie cosucce che lo rallentano), sarà arrivata santa prescrizione. Naturalmente questa bella trovata è una legge dello Stato; e, come tale, vale per tutti, non solo per il suo primo beneficiario. Sicché possiamo porci la solita domanda: in che modo questa parte di riforma (le altre parti sono anche peggio) potrà eliminare il grande cruccio di Alfano, «la lentezza della giustizia»? Va detto che questo ministro e il suo presidente sono anche sfortunati: lo scorso 26 gennaio la Corte Costituzionale (sentenza n. 29) ha ritenuto che l’articolo 238 bis (proprio quello modificato dalla riforma) era costituzionalmente legittimo; ne consegue che l’aver previsto che esso valga solo per alcuni reati e non per altri è, questo sì, incostituzionale. E così anche questa farà la fine di tante altre leggi emanate in spregio alla Costituzione; dopo aver assicurato l’impunità a tanti delinquenti, finirà ingloriosamente nel cestino. Ma è troppo chiedere che, prima di legiferare, studino un pochino?" BRUNO TINTI
Procuratore aggiunto presso la Procura di Torino
January 27 IntercettazioniPer capire qualcosa di più sulle intercettazioni e sulla pazzia che sarebbe vietarne l'uso da parte dei magistrati per arrestare criminali, assassini e stupratori.. dal momento che chi non ha nulla da nascondere non ha nulla da temere:
Circa lo stupro di cui oggi sono stati arrestati, proprio grazie alla intercettazioni i colpevoli, Berlusconi commenta: "Cancellare gli stupri dall'elenco dei reati è una missione impossibile, "anche in uno Stato poliziesco". O meglio, una soluzione ci sarebbe: affiancare "un soldato a ogni BELLA ragazza".
Io mi chiedo se ci potesse essere frase più sbagliata in questo contesto.. proprio riguardo lo stupro, che nasce anche da una visione della donna considerata come oggetto, leui pensa di tutelare le donne solo se BELLE.. trattandole esattamente come oggetti, di cui solo i migliori esteticamente meritevoli di tutela. Laddove sarebbe necessaria una forte missione educativa, frasi del genere gelano il sangue.
January 11 11 gennaio 1999/11 gennaio 2009January 10 VIENI AVANTI, TONINODI PIETRO RISPONDE ALLA LETTERA APERTA DI “LIBERO” CHE LO INVITAVA ALLA TRASPARENZA. E L’EX PM SPIEGA TUTTO, SUI SOLDI ALL’IDV E SULLE SUE CASE, CON DOCUMENTI A SOSTEGNO – “è GIUSTO RENDERE CONTO ALL’OPINIONE PUBBLICA”…
Lettera di Antonio Di Pietro a "Libero" "Caro direttore, eccomi. Ho oggi stesso disposto la modifica dello Statuto che ora prevede che tutte le finanze del partito e tutti i contributi elettorali (sia futuri che pregressi beninteso) siano gestiti non più dai soci originari che hanno dato vita al partito ma dall'intero Ufficio di Presidenza dell'Italia dei Valori che è composto da 7 persone, individuate non nominativamente ma - pro tempore - per il loro ruolo, la loro funzione e la loro elezione: il Presidente del partito, il Capogruppo alla Camera, il Capogruppo al Senato, il Portavoce nazionale del partito, il Tesoriere, un rappresentante degli eletti nelle Regioni (da loro nominato) ed un esperto contabile nominato dall'Ufficio di Presidenza stessa (su proposta dell'Esecutivo nazionale di Idv che è il massimo organo assembleare del partito). Provi a visionare gli Statuti degli altri partiti e vedrà che tutti hanno adottato - specie all'inizio della propria attività - misure di cautela per evitare l'assalto alla diligenza (come peraltro "Libero" ne ha dato atto proprio ieri, informandoci delle beghe interne fra Margherita e Ds per la suddivisione dei rispettivi fondi e beni). Ho già preso appuntamento per domani da un notaio di Bergamo (che conosce pure Lei) per la relativa stesura notarile. Appena sottoscritto Le invierò in anteprima copia del nuovo Statuto di Idv: se ha qualche ulteriore consiglio da darci le sarei davvero grato e provvederò di conseguenza. E veniamo, caro direttore, alle due domande che mi ha posto e che possono essere così riassunte: come sono stati gestiti i contributi ricevuti finora da Italia dei Valori e come "è la storia dei 10 appartamenti" che avrei acquistato. Rispondo subito, inviandole a parte la relativa documentazione per le verifiche che riterrà opportune effettuare. Idv non riceve finanziamenti da imprenditori o sponsor che sia (da noi non troverà i Romeo di turno). Riceviamo invece - come tutti gli altri partiti che hanno rappresentanza parlamentare - i finanziamenti pubblici previsti dalla legge. Sono tanti. Per noi e per gli altri (ed infatti nella scorsa finanziaria abbiamo chiesto inutilmente al Parlamento di dirottarli a favore degli ammortizzatori sociali). Essi vengono introitati da Idv tutti ed esclusivamente sui 2 conti correnti della tesoreria dell'Italia dei Valori (che sono il c/c n.ro 10633 aperto presso la Banca S.Paolo di Napoli - ag. 1 Montecitorio ed il c/c n.ro 29695 presso il Credito Bergamasco di Bergamo) e da questa utilizzati solo ed esclusivamente per esigenze del partito e della sua azione politica (come, da ultimo è avvenuto per la raccolta delle firme per promuovere il referendum contro il Lodo Alfano). Inoltre riceviamo le quote di partecipazione dai nostri iscritti, dai nostri parlamentari e dai nostri eletti e amministratori. Infine riceviamo gli interessi attivi del denaro che rimane parcheggiato in banca fino al suo utilizzo. Più in concreto finora abbiamo incassato - dal giorno in cui ci siamo presentati alle elezioni la prima volta nel 2001 e fino a tutto il 2007 - contributi pubblici per 19.908.596 euro (come da distinta allegata alla presente), a cui si devono aggiungere ulteriori 761.909,00 euro a titolo di interessi attivi e per contributi dagli aderenti ed eletti del partito. Di converso, abbiamo speso a tutto il 2007 Euro 16.233.853 (come da copia dei bilanci che pure allego alla presente). Il nostro partito, quindi, non solo non ha debiti ma è in attivo di euro 4.436.652, somma che trovasi depositata presso le due banche predette, sempre, solo ed esclusivamente su conti di Idv, come può rilevarsi dai relativi estratti conto. Per l'anno 2008 appena trascorso, la stesura del bilancio è in corso (per noi come per qualsiasi altro partito o ente o azienda) e verrà pure esso reso pubblico nelle forme e nei tempi previsti dalla legge. Come noto, infatti, tutti i bilanci del partiti devono essere regolarmente pubblicati in giornali a tiratura nazionali. Quelli di Idv, peraltro, sono sempre stati (e lo sono ancora) visionabili alla voce "Bilanci e Finanze" sul sito del partito italiadeivalori.it. Comunque - e ad ogni buon conto - glie ne invio copia (specificandole fin d'ora che quest'anno chiederò di pubblicare proprio su Libero il bilancio 2008, come previsto per legge, se Lei me lo permetterà). Specifico che i bilanci annuali dell'Italia dei Valori sono sempre stati tutti regolarmente approvati dall'Organo di controllo del Parlamento, come rilevasi esemplificativamente dalle attestazioni del Presidente della Camera dei Deputati per gli anni 2001-2002-2003-2004-2005-2006-2007 che le invio a parte. Specifico anche che la Corte dei Conti - a cui spetta per legge approvare i Conti consuntivi delle spese elettorali dei partiti - nel referto trasmesso al Presidente della Camera sui consuntivi presentati dalle formazioni politiche ha finora sempre approvato i rendiconti presentati dall'Italia dei Valori. E veniamo alla "storia dei 10 appartamenti" (che poi non sono dieci, perché se ne vendi uno per comprarne un altro con i soldi del primo, non ne hai due ma sempre uno). È vero che qualcuno negli anni passati ha alluso ad un utilizzo indebito da parte mia dei rimborsi elettorali, ma - come potrà prendere atto leggendo il decreto del Gip di Roma n.4620/07 del 14.03.2008 che le invio integralmente - non solo è stata disposta nei miei confronti - su conforme richiesta del pm - l'archiviazione perché il fatto non sussiste ma addirittura sono stati rimessi gli atti alla Procura per la valutazione circa il reato di calunnia nei confronti del denunciante. TUTTI GLI IMMOBILI Ma, potrebbe obiettare lei e giustamente: d'accordo, la gestione della tesoreria di Italia dei Valori sarà pure corretta ma i soldi per gli appartamenti dove li hai presi? Ecco, allora, l'elenco delle mie proprietà, il loro valore di acquisto e la provenienza dei relativi fondi. A Montenero di Bisaccia sono proprietario di una azienda agricola (lasciatami in eredità da mio padre e mia madre) con circa 15 ettari di terreno e casa colonica annessa (che ho ben ristrutturato a mie spese, con i fondi (e le pietre) provenienti proprio dall'azienda: produco in proprio, infatti dalla morte di mio padre (1987) soprattutto, olio e grano (quest'anno oltre 400 quintali); A Curno, in provincia di Bergamo ho una villetta a schiera in via Lungobrembo 62, acquistata alla fine degli anni '80 e quindi per definizione con soldi non del partito (che, come noto è stato fondato nel 2000 ed a cui i primi contributi sono cominciati ad affluire nell'autunno del 2001). Sempre a Curno, in via Lungobrembo 64 (contigua alla precedente) vi è una vecchia casa con giardino, di proprietà di mia moglie che l'ha comprata nel 1985 per 38 milioni di vecchie lire e che è stata dalla stessa (e con il mio contributo, anche manuale) ristrutturata nel 1986 (e quindi in epoca anch'essa non sospetta). È il luogo dove siamo andati a vivere dopo sposati. A Bruxelless sono comproprietario di un piccolo appartamento in via Scarabee 3, acquistato nel 1999 per 204 milioni di vecchie lire (di cui la metà con prestito bancario della Bbl di Bruxelless, sede del Parlamento europeo) quand'ero parlamentare europeo (ed a tal fine). Anche questo immobile è stato acquistato in epoca precedente alla costituzione di Idv. A Bergamo sono proprietario di un appartamento in via Locatelli, da me acquistato, a seguito di gara pubblica, ad un'asta indetta dalla Scip per conto dell'Inail in data 10 novembre 2004 (rogito 16.03.2006) per euro 261.661,00 oltre spese e tasse. Non sono invece proprietario di alcun altro immobile in tale città, come invece pure era stato scritto. Vi sono invero lo studio e la casa di mia moglie (che, come Lei sa, fa l'avvocato da una vita e fa parte di una famiglia benestante di avvocati e prima di notai che Lei, gentile direttore, essendo di Bergamo, credo conosca molto bene). LA SOCIETA' ANTOCRI
Quanto alla provenienza dei fondi per acquistare gli appartamenti di Busto Arsizio, non me ne voglia ma lei dovrebbe ricordarla bene essendo stata una delle persone che vi hanno in qualche modo contribuito (ricorda i 400 milioni di lire che l'editore de "Il Giornale" (ove egli faceva all'epoca il direttore responsabile) mi versò, a titolo di risarcimento danni con assegno circolare? All'epoca peraltro furono in molti a versarmi denaro per risarcirmi dei danni provenienti da articoli di giornali ritenuti diffamatori dai giudici o comunque, in via di transazione bonaria). L'altra parte dei soldi provenienti dalla predetta compravendita li ho usati per acquistare (tramite la società Antocri) a Roma nel 2005 un appartamento in via Principe Eugenio per euro 1.045.000,00 (il resto della provvista è stato reperito da un mutuo bancario Bnl di 400.000,00 euro e dai miei risparmi di cui in appresso). Tale immobile è stato rivenduto nel 2007 a 1.115.000,00 e con la relativa provvista, una volta estinto il mutuo, ho comprato l'anno scorso una casa ai miei due figli più piccoli a Milano, in zona Bovisa, per studiare. Ho anche aiutato mio figlio maggiore, con donazioni in denaro (per un totale di circa 80 mila euro) in parte quando si è sposato ed in parte quando sono nati i suoi tre figli trigemini. Soldi che egli, coscienziosamente ha utilizzato per pagare l'anticipo di una casa a Curno quando abitava lì e che poi ha rivenduto ricomprandosi - a minor prezzo - casa a Montenero, quando si è trasferito al paese natio. Sempre a Roma, sono attualmente proprietario dell'appartamento di via Merulana, ove abito quando mi reco lì per ragioni legate al mio lavoro di parlamentare. L'ho comprata, nel 2001 - e quindi ancora una volta prima dei rimborsi elettorali confluiti in questi anni al partito - per 800 milioni di vecchie lire (di cui, come al solito, parte in mutuo). Queste sono - o sono state - le mie proprietà. Mi si dirà: d'accordo hai fatto delle compravendite ed hai stipulato dei mutui, ma per il resto dove hai preso i soldi? Ebbene, i miei redditi - pubblici e che possono essere consultati presso il sito della Camera dei Deputati e del Senato - ammontano dal 1996 ad oggi ad oltre 1.000.000,00 di euro (al netto delle tasse), come da tabella riepilogativa che le invio a parte. A tutto ciò devono aggiungersi ulteriori rinvenienze attive, tra cui una donazione mobiliare per circa 300 milioni di vecchie lire ricevuta nel 1996 dalla contessa Borletti (i fatti sono notori in quanto hanno riguardato come beneficiari anche altri personaggi pubblici) e - come detto - plurimi risarcimenti danni ricevuti (da me e dai miei familiari) per circa 700.000,00 euro negli anni in relazione alle varie diffamazioni subite nel tempo nonché i frutti dell'azienda agricola e dei relativi cespiti immobiliari lasciatimi in eredità dai miei genitori dopo la loro morte. LA FORMICHINA Mi scuso per la prolissità e - se necessario - sono ancora e sempre pronto a fornire tutte le risposte che riterrà necessarie. Con Lei, caro direttore lo faccio volentieri per tre ragioni: primo perché sono certo della sua buona fede e del suo sacrosanto diritto di pormi le domande che mi ha posto; secondo perché sono convinto che ogni personaggio pubblico deve rispondere nel merito alla pubblica opinione (ed agli organi di informazioni indipendenti come "Libero"); terzo, perché è cominciato il nuovo anno e voglio avvicinarmi alla terza età nel migliore dei modi. Buon anno a lei ed ai suoi lettori!" January 05 "Bettino nostro che sei nei cieli"Onde evitare di farci definitivamente prendere per i fondelli da patetici revisionismi, un sunto della vita, furti e miracoli dello "statista" Bettino Craxi,
by Marco Travaglio:
December 15 Juventus 4 - Milan 2
Nel calcio ci sono vittorie e vittorie.. e una stessa vittoria puù essere letta in più modi. Certo leggendo il tabellino dei marcatori, Del Piero, Chiellini e Amauri, tuttii campioni affermati può essere vista come una classica, ma non per questo non importante, vttoria di una squadra che investe miliardi e per questo ha spesso successo. In realtà andando oltre il dato statistico, che denota pure sempre l'importanza di un gruppo di senatori e trascinatori, la splendida vittoria di ieri ha segnato forse un punto di svolta nella storia della Juve: dopo calciopoli, la fuga di campioni e la conseguente "carenza" di capitali è stata lanciata una nuova linea direttiva basata su quel settore giovanile, che gia in passato fu rigoglioso, ma che ora sta sfornando ottimi giocatori, nati e cresciuti nella scuola calcio Juve. E guardando la partita di ieri non si può non rimanere stupiti dalla prestazione di due giocatori: Marchsio e De Ceglie. Il primo già capace di distingersi in serie B per la sua disciplina e precisione a centrocampo, ma che ieri ha tolto dal cilindo una prestazione fatta anche di iniziative personali, tiri da fuori e una certa "cattiveria" del marcare Ronaldinho che denota grande personalità; il secodo, la vera sorpresa della partita, entrato per sostituire Nedved, è stato devastante sulla fascia sinistra, sovrastando fisicamente un certo Zambrotta ("ex" fischiatissimo e obiettivamente umiliato da quello che forse sarà il suo erede) e costringendolo al fallo che ne ha causato l'espulsione. In conclusione quindi, quasi sicuramente, non vinceremo lo scudetto, ma c'è da essere fieri di questa squadra capace di conciliare italianità, investiemento sui giovani e grandi imprese (Madrid e Milan insegnano, l'anno scorso anche L'inter). Si trattà di due politiche diverse: una, quella dell Inter, bastata solo sui miliardi, sull'acquistare campioni gia affermati che portano ad un facile successo reso tale anche dal vantaggio che calciopoli ha concesso (legittimamente ma anche innegabilmente) ai neroazzurri; l'altra, quella bianconera, diventata dopo Moggi più pulita, "simpatica", e che ci rende ancor di più FIERI DI ESSERE BIANCONERI! (N.B. il rigore su Del Piero forse c'era, ma era in fuorigioco; tuttavia nel primo tempo Grygera viene atterrato in era di rigore e nel secondo tempo Seedorf colpisce palesemente la palla con il braccio in area di rigore..)
November 16 Mah..La chiamavano opposizione...
"Istruttiva scenetta l’altra mattina a Omnibus, rilanciata da Striscia la Notizia. In studio, a La7, si discute della Vigilanza Rai con Nicola Latorre, vicecapogruppo Pd al Senato, Italo Bocchino, vicecapogruppo Pdl alla Camera e Massimo Donadi, capogruppo Idv alla Camera. Bocchino, poveretto, non riesce a spiegare a che titolo il Pdl pretenda di scegliersi il presidente della Vigilanza. Ma, a levarlo d’impaccio, accorre Latorre: afferra furtivo un giornale, scrive alcune brevi note e le passa al presunto avversario. Bocchino legge e ripete a pappagallo: “Caro Donadi, non volevate Pecorella alla Consulta e noi l’abbiamo ritirato. Ora dovete fare lo stesso con Orlando”. Ora, a parte il fatto che Pecorella non può andare alla Consulta perché è un deputato, è un imputato, è l’avvocato del premier ed è autore di leggi incostituzionali (compresa una all’attenzione della Consulta), la Consulta c’entra come i cavoli a merenda: i giudici costituzionali li elegge il Parlamento coi due terzi dei voti, dunque la maggioranza indica un nome super partes e lo sottopone al vaglio dell’opposizione. Il capo della Vigilanza lo sceglie l’opposizione, tant’è che ai tempi dell’Ulivo il Polo indicò Storace e l’Ulivo lo votò senza fiatare. Tutto giulivo per il suggerimento (sbagliato) accolto, il suggeritore ha strappato il brandello di giornale e l’ha appallottolato. Forse perchè dimostra due cose. 1) Memore del caso Unipol, Latorre ha smesso di telefonare ed è passato ai più sicuri pizzini. 2) Anche Latorre, per strano che possa sembrare, serve a qualcosa: quando un berlusconiano è in difficoltà, lui lo soccorre." M.T.
November 06 Mah..La vignetta di Forattini "Il coordinamento dei comitati di redazione della Poligrafici editoriale (Quotidiano Nazionale, il Resto del Carlino, La Nazione, Il Giorno) ha espresso in una nota «fermo e totale dissenso nei confronti della vignetta pubblicata dai giornali del Gruppo a firma Giorgio Forattini e dedicata alla elezione di Barack Obama». «La satira è un'espressione di democrazia e di libertà quando non infrange i principi di civiltà e il rispetto dei diritti - ha ricordato il Coordinamento -. Ciò, in questa occasione, purtroppo non è stato, travalicando quei limiti che ogni giornale, quale sia la sua posizione politica, dovrebbe rispettare." E poi diciamolo francamente non fa proprio ridere, nè Forattini ha mai fatto ridere.. il Vauro dei poveri! -------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- "Barack Obama è bello, giovane e abbronzato" (Sivlio Berlusconi) La classica battuta da razzistello da quattro soldi.. poi si stupisce se ha una credibilità e fama a livello internazionale da pagliaccio..
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